carta tarocchi

  • 13 mag

Ora di cosa scrivo? Continuo dove mi ero fermata

Da Floripa alla nascita di con|tatto: il racconto sincero di come lo yoga sia entrato nella mia vita quasi per caso, trasformandosi lentamente in qualcosa di molto più grande. Tra intuizioni, paura, retreat improvvisati e nuove energie, questa è la storia di un percorso che non pensavo mi avrebbe portata fin qui.

Bella domanda.
La marketing manager che vive dentro di me si è subito lanciata a cercare temi trending, keyword strategiche e argomenti capaci di generare movimento sul sito. Deformazione professionale, immagino.

Ma per una volta non voglio seguire regole, algoritmi o strategie SEO. Voglio creare uno spazio vero. Uno spazio in cui chi ha voglia di capire chi sono — e magari intuire se posso essere l’insegnante giusta per accompagnare un pezzo del suo percorso — possa farlo davvero.

Vorrei che qui si potessero incontrare le mie passioni, la crescita di con|tatto, ciò che creo, ciò che offro… ma soprattutto le energie che porto dentro alle cose che faccio.

Quindi continuiamo la storia.
Eravamo rimaste a Floripa, al mio diventare insegnante di yoga (anche se, nella mia testa, solo per me stessa… di certo non per insegnare davvero).

Ma un’amica di quel periodo non sembrava pensarla allo stesso modo. Mentre ero ancora in Sicilia mi scrisse dicendomi di godermi quell’esperienza fino in fondo, ma che, una volta tornata a casa, avremmo dovuto parlare.

E poi, uno degli ultimi giorni, pescai questa carta.

the painter, carta tarocchi
carta dei tarocchi

E qualcosa iniziò davvero a muoversi.

Tornata a casa, senza quasi avere il tempo di realizzare quello che stava succedendo, ci ritrovammo a fare un brunch insieme. La mia amica mi raccontò della sua voglia di creare qualcosa di nostro: io avrei insegnato yoga, lei avrebbe curato fotografie e contenuti. Sulla carta sembrava tutto perfetto… ma anche il classico progetto destinato a rimanere solo un’idea piena di entusiasmo e zero concretizzazione.

Così abbiamo fatto la cosa più semplice e più importante: tirato fuori i telefoni e iniziato. Abbiamo scelto un nome — al.mind (e magari un giorno vi racconterò anche il significato dietro quel primo nome) — e, quasi senza rendercene conto, organizzato il primo ritiro della nostra vita.

Una chiamata a una fattoria, una data fissata, il primo post pubblicato. Tutto nello stesso giorno. Non abbiamo aspettato nemmeno un secondo, forse per entusiasmo, forse per paura che quel sogno potesse scivolarci via dalle mani prima ancora di provarci davvero.

E siamo partite. Carichissime. Terrorizzate.
E fidatevi, la fifa sarebbe aumentata ancora parecchio.

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